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Storia del pastore napoletano

storia > Le Origini del Pastore Napoletano

Zampognaro: Tramanda nel presepe la tradizione dei musici venuti da borghi montani dell'Irpinia, dell'Abruzzo e Molise, della Ciociaria, della Calabria, a suonare le novene - nei nove giorni che precedono il Natale -
Ciaramellaro: Veniva in coppia con lo zampognaro, più anziano di lui, da lontani paesi per intonare le nenie della novena;
La Lavandaia: La lavandaia, con i suoi panni stesi, ricorda il candore della Madonna che, secondo la tradizione, per prima venne visitata proprio da un gruppo di lavandaie attirate dall'evento. Vi è una leggenda che narra di Stefania, una giovane vergine, che accompagnata da altre donne, si incammino' verso la "grotta" quando Gesù nacque. Stefania, quando fu nei pressi della grotta, fu fermata dagli Angeli che le dissero che le era fatto divieto vedere Maria che da poco aveva partorito, dato che non era sposata. Allora Stefania ricorse ad un trucco: avvolse in fasce una grossa pietra e si finse mamma. Inganno' gli Angeli e riusci ad entrare nella grotta il giorno successivo, ma quando fu al cospetto di Maria e di Gesu' la pietra si trasformo in un bambino "Stefano" i cui natali si festeggiano appunto il 26 Dicembre.

Zampognaro
canestraro

Il diavolo: E' la più celebre delle figure collegate al mondo infernale, veniva raffigurato con catene ai polsi e alle caviglie presente sotto mentite spoglie nei pressi della Grotta.
Pastore della meraviglia: E' in espressione di adorazione, in ginocchio e con le braccia aperte di fronte alla luce, rappresenta la fine del viaggio verso il prodigio che si è compiuto.
Pastore di cammino: E' quello che porta i doni a Gesù, seguendo dalla prima apparizione la stella cometa.
Mandriano: E' spesso ritratto con le vesti lacere, i calzoni scorciati sui piedi scalzi, il bastone, la scodella legata alla cintola.
Procidana: Contadinella gaia e spensierata nei suoi abiti sgargianti che si avviava ad adorare il Bambino carica di doni. Nell'universo del costume popolare rappresentato sul presepe i personaggi femminili vestiti con abiti tipici delle province sono quelli di più sicura identificazione, grazie all'uso dei dettagli qualificanti.


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