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Storia del presepe napoletano

storia > Le Origini del Presepe Napoletano

Furono proprio questi pastori snodabili che segnarono la svolta verso il Presepe Classico Napoletano del 700, anche se spesso continuarono a convivere le due tipologie di pastori. Il committente è, con queste nuove figure, protagonista e parte attiva, potendo far assumere ai pastori le posizioni che vuole e potendo (in questo modo) arricchire maggiormente la scena come meglio crede.

Il
"figurinaio" diviene una vera e propria professione, che coinvolge anche le donne di casa adibite al taglio e cucito delle vesti, con specializzazioni diverse, nella realizzazione di pastori, di animali di strumenti di lavoro e musicali, di prodotti dell'orto e minuterie varie tutti riprodotti rigorosamente in scala.

Tra gli artisti che si dedicarono alla realizzazione di pastori eccelse Giuseppe Sanmartino e per gli animali Saverio Vassallo.

Cherubino

Nasce successivamente lo "scoglio", una sorta di sperone roccioso che, a seconda delle dimensioni può ospitare la scena del "Mistero" (Maria, Giuseppe, Gesù, Angeli, bue e asinello) o costituire la base per tutto il paesaggio presepiale. La Natività posta nella grotta-stalla, l'Annuncio della buona Novella ai pastori dormienti, la Taverna con gli avventori, sono i tre momenti che domineranno il Presepe Classico Napoletano.

Nel corso del
Settecento, sotto il regno di Carlo di Borbone, il presepe assunse il suo aspetto particolare e divenne un'opera ricercata e apprezzata a Corte e nelle abitazioni dei nobili. Anche i pastori cambiarono il loro sembiame, il presepe si arricchi di personaggi, popolani e notabili che costituivano il ritratto dell'epoca, colti nella vita di ogni giorno. I committenti non erano più solo gli ordini religiosi, ma anche i ricchi e i nobili, il presepe diventa una vera e propria moda. Lo stesso re, abile nei lavori manuali, si circonda di scenografi, artisti ed architetti; la regina e le dame di corte confezionano minuscoli abiti per i manichini con le stoffe pregiate dei setifici di San Leucio.

Il presepio viene allestito in alcuni saloni del Palazzo Reale di Napoli, con centinaia di personaggi e una gran cura per i dettagli. I nobili imitano il sovrano rivaleggiando tra loro per sontuosità e ricchezza di materiali utilizzati: gemme preziose, ori e stoffe pregiate. Argentieri, architetti e scultori, tra i più famosi del tempo (Giuseppe Sanmartino, Angelo Viva, Girolamo Imparato, i fratelli Vassallo, Francesco Gallo) erano coinvolti nella realizzazione del presepe, e a partire dal XVIII secolo fissaro le caratteristiche tramandate fino ad oggi.



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