storia > Le Origini del Presepe Napoletano
Il presepio si diffonde anche presso il "popolino" partenopeo, anche se in forma naturalmente meno sontuosa; ogni casa ha il suo presepio seppure con pochi pastori raggruppati su un minuscolo scoglio, dentro la "scarabattola", una teca da appendere al muro o tenere sul comò.
Una delle collezioni più ricche e più grandi di presepi nel mondo si trova nel Museo Nazionale Bavarese a Monaco di Baviera; ma il Museo della Certosa di San Martino è certamente il punto di riferimento per gli studi sul presepe napoletano, forse il più celebre e acclamato esempio di Presepe Classico Napoletano è proprio il Presepe Cuciniello. Classico impianto Settecentesco a tre Scene, la Natività è posta nelle rovine del tempio, i pastori sono circa seicento (di cui solo la metà del '700), splendida la Gloria con circa 170 angeli del Celebrano. Fù donato dallo scrittore Michele Cuciniello al Museo della città di Napoli, l'inagurazione avvenne nel dicembre del 1879, ed è tuttora conservato nel Museo della Certosa di San Martino.
Più volte, soprattutto nel secondo dopoguerra , l'arte presepiale è stata messa a rischio dall'invasione della plastica. Il presepio napoletano comunque ha resistito, l'artigianato e la pratica artistica che sono l'espressione di un popolo caratterizzato dalla sua "napoletanità", nota in tutto il mondo, ha respinto l'invasione di quei manufatti che non rispecchiano le tendenze artistiche della città.
L'artigianato rappresenta il cuore della città che tra difficoltà e cambiamenti ha conservato intatta la sua essenza, quella che fa di Napoli un caso unico al mondo per cultura, arte, tradizioni e costumi. La città conserva intatti, soprattutto nel centro storico, oltre il patrimonio d'arte stratificatosi nei secoli da ammirare per le vie o nei suoi prestigiosi musei, anche i segni di una lunga tradizione artigianale che rivive ogni giorno in botteghe dove gli artigiani ancora utilizzano con maestria tecniche e materiali che riprendono tradizioni antiche ma coniugate con le innovazioni della tecnologia.
Da oltre venti secoli, quella che oggi chiamiamo via San Gregorio Armeno e i suoi dintorni sono l'epicentro dell'artigianato della terracotta, dove sono concentrate botteghe specializzate nell'arte presepiale, che contribuiscono a mantenere viva una tradizione centenaria.